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Finanziare il capitale circolante attraverso gli strumenti finanziari dei Fondi SIE: un'opportunità da cogliere fin da subito


Scritto da Michele Alessandrini
Pubblicazione 11 May 2020

L’emergenza COVID-19 sta creando una pesante pressione sulla liquidità delle imprese italiane. Le prime stime per l’intero 2020 variano dai 30 miliardi di Euro di fabbisogno di capitale circolante fino a un picco di 138 miliardi nello scenario più pessimistico a seconda delle previsioni, ancora difficili da decifrare, sulla fine dell’emergenza stessa.
 
Inoltre, pesano sulla liquidità del tessuto imprenditoriale e produttivo italiano ulteriori fattori riconducibili all’andamento della domanda, del debito e dei ritardi nei pagamenti delle Pubbliche Amministrazioni, e della risposta in termini di offerta creditizia degli istituti finanziari.  Un problema di liquidità potrebbe quindi trasformarsi in un alto rischio di solvibilità, innescando un circolo vizioso che potrebbe traghettare rapidamente il sistema economico italiano da una crisi emergenziale verso un lungo periodo di recessione, esperienza già vissuta solo qualche anno fa.  
 
Le opportunità offerte dai nuovi Regolamenti UE, in particolare il 2020/460, per finanziare il capitale circolante attraverso gli strumenti finanziari con Fondi SIE diventano pertanto uno strumento di significativa funzionalità a disposizione soprattutto delle Regioni. Per quelle che hanno già attivato strumenti finanziari nel periodo di programmazione 2014-2020, inoltre, si tratterebbe di una possibilità di immediata applicabilità per far giungere in tempi molto brevi quel supporto finanziario necessario al tessuto imprenditoriale locale per far fronte agli ingenti fabbisogni di liquidità. Il caso della Regione Sardegna mostra infatti come sia possibile sfruttare fin da subito le aperture concesse dai nuovi Regolamenti UE.
 
Supportare il fabbisogno di capitale circolante delle imprese, soprattutto le PMI, significa quindi evitare che, nella peggior delle ipotesi, possano fallire o, nella migliore, ridurre drasticamente gli investimenti. In entrambi i casi, si tratta di porre un freno immediato a quella potenziale spirale negativa che potrebbe produrre effetti imprevedibili su crescita e occupazione.
 
Per approfondire questi punti e le  opportunità che derivano dal quadro regolamentare, puoi leggere l’intero articolo redatto da Michele Alessandrini e Clarissa Amichetti di t33 insieme con Marco Naseddu referente degli Strumenti Finanziari del POR FESR Sardegna 2014-2020.





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