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Qual è l’impatto economico e territoriale del Covid-19? Quale il ruolo delle regioni italiane nel Next Generation EU?


Scritto da Alessandro Valenza
Pubblicazione 01 June 2020

La proposta della Commissione europea di un nuovo strumento di risposta economica - Next Generation EU - è stata salutata da molti con entusiasmo, come un’innovazione senza precedenti nella politica europea, un sostegno fondamentale alla ripresa e, probabilmente, un game changer nel quadro istituzionale europeo.
Le analisi sulle quali la proposta si basa dovrebbero però generare in noi almeno un qualche spavento. Viene infatti delineato un quadro fosco e allarmante, con un crollo del PIL senza precedenti. Le stime, pubblicate sul documento di accompagnamento alla proposta del Next Generation EU “Identifying  Europe Recovery needs” , sono basate sul modello macroeconomico RHOMOLO messo a punto dal Joint Research Centre (Agenzia di ricerche economiche della Commissione - JRC), e sono state elaborate nell’ipotesi che non vengano attuate politiche economiche di risposta.

Fig. 1: Impatto in termini di PIL a livello regionale











Fonte: JRC

Lo studio di Spatial Foresight conferma la stima negativa e ci fornisce ulteriori indicazioni. Spatial Foresight non si spinge alla quantificazione del calo di PIL, ma ci dice che tutto il Centro-Nord italiano presenta un rischio di impatto economico negativo maggiore rispetto alle altre regioni europee. Questo per una serie di fattori:

  • intensità del lockdown;

  • peso del turismo sull’economia del Paese;

  • occupazione in settori particolarmente a rischio.

Fig. 2 Esposizione al rischio di crisi




































Fonte: Spatial Foresight https://www.spatialforesight.eu/home.html#article-9


Il Next Generation EU con 750 miliardi di euro e i suoi tre pilastri rappresenta – se verrà confermato - una grande opportunità senza la quale si aprirebbe per i territori italiani una crisi difficilmente gestibile.  Sarà gestito all’interno del Semestre Europeo e quindi avrà regole e una governance volta a verificare l’efficacia delle spese e degli investimenti. Le regioni e i comuni italiani, se vorranno giocare un ruolo, si dovranno dotare di una forte programmazione e progettazione per poter interloquire con i livelli superiori di governo (nazionale ed europeo). Dovranno, in altre parole, esercitare una notevole capacità amministrativa.

Leggi qui l’intero articolo in cui questi punti vegono sviluppati.





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