Valutare Interreg: l'approccio metodologico di t33 in quattro programmi transnazionali


Scritto da Dea Hrelja
Pubblicazione 20 March 2026

I programmi di cooperazione transnazionale sono strumenti complessi nell’ambito della politica di coesione dell’UE. Essi coinvolgono diversi paesi, livelli di governance e priorità tematiche, e la loro valutazione richiede metodi che siano al tempo stesso analiticamente rigorosi e sensibili al contesto. Nel corso dell'ultimo anno, t33 ha collaborato con Spatial Foresight a incarichi di valutazione relativi a quattro programmi transnazionali Interreg: Interreg CENTRAL EUROPE, Interreg Baltic Sea Region, Interreg North-West Europe e Interreg NEXT Black Sea Basin. Nel loro insieme, questi contratti riflettono un approccio coerente e in continua evoluzione alla valutazione dei programmi, che combina lo spessore metodologico con l'attenzione verso ciò che i programmi e le autorità di gestione hanno effettivamente bisogno di sapere.
 

Un portfolio basato su questioni metodologiche ricorrenti

In questi quattro incarichi, alcune questioni analitiche ricorrono come vere e proprie sfide per i programmi transnazionali Interreg nel periodo 2021-2027, questioni che t33 ha esplicitamente posto al centro del proprio approccio valutativo. In che modo le opzioni di costo semplificate (OCS) stanno cambiando l’esperienza dei beneficiari e il carico di lavoro degli organismi di programma? I partner di progetto stanno realmente comprendendo i nuovi indicatori di output e di risultato di Interreg, o li stanno applicando meccanicamente? Quali fattori favoriscono o ostacolano il coinvolgimento delle organizzazioni newcomer? E con quanta efficacia comunicano i programmi, non solo per la visibilità, ma come strumento di supporto all’attuazione e di trasferimento di conoscenze?

Queste domande non sono meramente valutative: hanno implicazioni dirette sulle decisioni di gestione dei programmi, sulla progettazione dei futuri bandi e sul dibattito politico post-2027. Inserirle al centro dei piani di valutazione garantisce che i risultati servano all’azione e non si fermino al livello meramente descrittivo.

 


 

I metodi misti come prassi standard

Tutte e quattro le valutazioni adottano un approccio metodologico misto che combina strumenti quantitativi e qualitativi. Nella valutazione dei programmi transnazionali, nessuno dei due approcci è sufficiente da solo. I metodi quantitativi, quali i dati relativi agli indicatori e le statistiche sull’attuazione finanziaria, forniscono un quadro di riferimento oggettivo, ma raramente spiegano perché i risultati siano stati o non siano stati raggiunti. I metodi qualitativi (interviste strutturate, focus group, studi di caso) sono essenziali per cogliere le prospettive delle autorità di gestione, dei segretariati congiunti, dei membri dei comitati di sorveglianza, dei punti di contatto nazionali e dei beneficiari, e per spiegare le dinamiche istituzionali che determinano i risultati del programma. In definitiva, è la triangolazione che permette ai valutatori di passare dalla descrizione di ciò che è accaduto alla comprensione del perché.

La valutazione operativa di Interreg CENTRAL EUROPE, coordinata da t33 e condotta congiuntamente da Pietro Celotti e Dea Hrelja, offre una chiara illustrazione di come la triangolazione funzioni nella pratica. I dati del sondaggio tra i beneficiari hanno mostrato che il 91% dei richiedenti ha trovato chiare le OCS e l’80% ha confermato che queste avevano semplificato la preparazione del budget, rappresentando un forte segnale quantitativo del successo della semplificazione. Tuttavia, le interviste con i controllori nazionali hanno rivelato che alcuni revisori a livello nazionale continuavano ad aspettarsi prove documentali come se si trattasse di una verifica dei costi reali, creando attrito nella transizione al nuovo sistema. L'analisi qualitativa non contraddiceva i risultati quantitativi, ma ne spiegava i limiti e individuava una tensione strutturale che i dati del sondaggio da soli non avrebbero potuto far emergere.
 

Valutare ciò che è difficile da misurare

Alcune delle questioni più rilevanti dal punto di vista politico nella valutazione di Interreg riguardano aspetti per i quali i dati standard di monitoraggio del programma forniscono solo risposte parziali e dove la combinazione di metodi assume maggiore rilevanza.

Il coinvolgimento dei newcomer ne è un esempio calzante. Verificare se un’organizzazione è nuova al programma è semplice; capire perché i newcomer partecipano, dove sono concentrati geograficamente e quali fattori strutturali favoriscono o ostacolano la loro partecipazione richiede un approccio più articolato. Nella valutazione di CENTRAL EUROPE, la combinazione dell’analisi geografica della distribuzione dei newcomer a livello NUTS 3 con le interviste ai beneficiari ha rivelato che gli ecosistemi istituzionali metropolitani svolgono un ruolo decisivo nell’attirare nuovi attori nel programma e che il formato dei progetti piccoli introdotto nel terzo bando può in parte compensare questo squilibrio di concentrazione, consentendo alle organizzazioni provenienti da regioni rurali e meno rappresentate di partecipare per la prima volta.

Un secondo esempio riguarda il quadro degli indicatori Interreg. Il monitoraggio quantitativo permette di verificare se gli obiettivi di output vengono raggiunti, ma non è in grado di rilevare se i beneficiari comprendano appieno ciò che stanno misurando. Nella valutazione di CENTRAL EUROPE, il sondaggio e le interviste ai beneficiari hanno rivelato che le soluzioni sviluppate congiuntamente (RCO 116) venivano spesso interpretate dai partner di progetto come sintesi dei risultati dei progetti pilota. Allo stesso modo, i beneficiari hanno spesso trattato “uptake” e “upscaling” come termini intercambiabili nelle relazioni relative all'RCR 104. Queste lacune concettuali sono invisibili nei dati di monitoraggio: emergono solo attraverso un'indagine qualitativa e hanno conseguenze dirette sulla qualità e sulla valutabilità dei risultati riportati.

La comunicazione rappresenta un altro esempio. Il monitoraggio del programma rileva tipicamente gli output, come il traffico sul sito web, la partecipazione agli eventi e la portata dei social media. Valutare se la comunicazione funzioni strategicamente, supportando i richiedenti nello sviluppo di proposte più solide, attirando newcomer, consentendo la capitalizzazione dei risultati o rafforzando la capacità dei punti di contatto nazionali, richiede di collegare questi risultati ai processi di implementazione e alle percezioni delle parti interessate, attraverso una combinazione di analisi del feedback degli utenti, interviste e valutazione basata su casi concreti.

Ambito e portata dell'attuale portafoglio

I quattro incarichi riguardano aree geografiche, strutture di governance e finalità di valutazione diverse.

La valutazione operativa di Interreg CENTRAL EUROPE, completata nel dicembre 2025 e coordinata da t33 in collaborazione con Spatial Foresight e condotta congiuntamente da Pietro Celotti e Dea Hrelja, ha coperto l’intero spettro della gestione e dell’attuazione del programma, dai processi di candidatura e selezione al coinvolgimento dei partner, al monitoraggio, alla comunicazione e al coordinamento con altri programmi.

La valutazione intermedia di Interreg Baltic Sea Region, guidata da Spatial Foresight in consorzio con t33, con Pietro Celotti a capo delle attività di t33, si concentra sulla rilevanza delle priorità tematiche, sugli effetti a lungo termine degli interventi del periodo 2014-2020 e sulle nuove caratteristiche del programma per i progetti, con una forte enfasi sul rapporto tra la gestione del programma e la Strategia dell’UE per la regione del Mar Baltico.

La valutazione di Interreg North-West Europe (Fase 1), assegnata a un consorzio Spatial Foresight–t33 con Dea Hrelja a coordinare il contributo di t33, si è concentrata sul processo di candidatura e sulla rilevanza del programma, attingendo a interviste con le parti interessate e ad analisi documentali e geografiche.
La valutazione operativa del programma Interreg NEXT Black Sea Basin, coordinata da t33 con Rebeca Nistor in qualità di coordinatrice della valutazione, estende il quadro metodologico al contesto della cooperazione di vicinato, aggiungendo le dimensioni della capacità amministrativa, delle relazioni esterne e della governance transfrontaliera, specifiche dei programmi NEXT.

 

Cosa significa questo nella pratica

Condurre valutazioni in parallelo su programmi caratterizzati da quadri normativi, composizioni dei paesi partner e focus tematici diversi è un'impresa metodologicamente impegnativa. Richiede la capacità di adattare i quadri valutativi di base alle logiche specifiche di ciascun programma, mantenendo al contempo la comparabilità ove pertinente. Ciò crea anche delle opportunità: le intuizioni tratte da un programma possono affinare le domande analitiche poste in un altro, e i modelli che emergono da più valutazioni hanno una forza dell’evidenza maggiore rispetto ai risultati di un singolo incarico.

Per t33, questo portfolio rappresenta sia un impegno che un corpus di pratiche che continua a svilupparsi in ogni ciclo di valutazione.





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